COVID e bambini: la mia esperienza da mamma infermiera

Sarò pesante. Sminuita, non creduta, derisa. Ma il COVID esiste.

Non è solo per anziani, malati, acciaccati… Il COVID non lascia in Pace NESSUNO. Nemmeno i bambini.

“Come Martina, 6 mesi, con febbre che non scende nemmeno a pagarla”

E poi ci siamo noi, gli infermieri, che tanto avete esultato… gli eroi… ci chiamavano.

Finita l’emergenza, siamo persone che hanno scelto di fare questo lavoro, e quindi non dobbiamo lamentarci se il nostro stipendio è misero, se lavoriamo 12 h al giorno no stop, o se indossiamo dei DPI che ci fanno mancare il fiato.

Fondamentalmente un po’ avete ragione. Ma oltre a lavorare, siamo genitori, figli e nipoti di qualcuno. Qualcuno che vorremmo proteggere.

Mi chiamo Ilaria e da 5 anni sono un’infermiera professionale. Amo il mio lavoro, e a casa ci torno con col sorriso perché ho regalato sorrisi.

Da qualche mese, di sorrisi ne ho ben pochi. Oltretutto potrebbero sorridere solo gli occhi… il resto è coperto dalla mascherina.

Sono stanca, esausta ed impaurita.

Sono una lavoratrice dipendente dello Stato. A me lo stipendio non manca e a mia figlia non manca un piatto sulla tavola.

Ma gli manca la mamma. Quella mamma che l’abbracciava e baciava senza paura. La mamma che tornava a casa sorridente e senza timore. La mamma che la faceva sporcare perché così “ fai gli anticorpi”…

Tutto questo non c’è più. Non esiste più. E se non ci autoregoliamo chissà se ritorneremo ad avere la libertà che avevamo prima.

Non siate egoisti. Fatelo per il mondo dei vostri figli. Aiutateli ad arrivare ad un futuro migliore.

Perché il COVID non esiste fino a quando non te lo sentì dentro. Ti manca il fiato. Ti scoppia la testa. E per i più sfortunati, c’è il tubo endotracheale che ti farà bruciare la gola, quando e se ti sveglierai.

Lavoro in una delle residenze sanitarie per anziani che in questo periodo ha fatto scandalo. Siamo arrivati addirittura da Barbara D’Urso. Si parla dei tanti contagiati, per colpa di chi o cosa, ma si parla solo del lato economico.

Nessuno pensa a chi è rinchiuso lì dentro.

Sono anziani. Alcuni in gravi condizioni, sopratutto cognitive e forse sono i più fortunati perché non riescono a cogliere la gravità della cosa.

Altri hanno intelligenza, memoria, e orientamento spazio/temporale. È proprio loro sono quelli che soffrono maggiormente.

Avete idea di cosa significa non vedere la luce del giorno, anche solo fuori ad un cortile? Avete idea di cosa significa, restare isolati in camera per mesi?

E per voi fumatori, avete idea di cosa significa non poter uscire fuori a fumare?

Ma sopratutto avete idea di cosa significa sentirsi abbandonati dalla famiglia? Poterla vedere una volta tantum in video chiamata? … Che poi, i vecchietti nemmeno sapevano l’esistenza delle videochiamate…

Avete idea di cosa significa finire il corso della propria vita ( perché sono anziani e c’è da aspettarselo che si muore) da soli? Magari nel silenzio della notte, o tendendo la mano di un sanitario che non conosci per niente, ma che ti sembrerà conoscere da una vita.

Vi piacerebbe morire ed essere avvolti in lenzuoli di candeggina solo perché avete contratto un virus infame?

Parole forti, e potrei continuare all’infinito. Ci troviamo di fronte un’emergenza sanitaria. Una pandemia.

Se c’è un complotto a tutto questo, noi non potremmo mai saperlo. E non lo sapremo mai.

Ma c’è una cosa che possiamo accettare, e che il virus esiste. E dobbiamo proteggerci.

I nostri comportamenti influiscono sui nostri figli.

Proteggi tuo figlio. Resta a casa, indossa la mascherina, disinfetta le tue mani, abbi rispetto per il prossimo, presta attenzione, mantieni la distanza.

Molto presto, ci riabbracceremo.

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