Oggi vi voglio parlare di questo argomento poichè mi ha toccato in prima persona, essendo affetta da ipotiroidismo da circa 10 anni, ho vissuto l’inizio della gravidanza con non poche ansie e preoccupazioni, che con la giusta prevenzione possono essere tranquillamente eliminate. Innanzitutto vediamo cos’è la tiroide.
Cos’è la tiroide?
La Tiroide, un piccolo organo a forma di farfalla situato alla base del collo, tanto piccolo quanto estremamente importante. Molte persone non sanno quasi che esiste o quanto alcuni disturbi, malesseri o condizioni dipendano da essa.

Svolge un gran numero di importanti funzioni: regola il metabolismo, controlla lo sviluppo sessuale e scheletrico, presiede alla termoregolazione corporea, controlla la salute di capelli e pelle e influisce sul ritmo sonno-veglia, e nell’età fetale e nella prima infanzia, hanno un importantissimo ruolo nel differenziamento e nella crescita del sistema nervoso del bambino.
Ultimamente si è scoperto che alterazioni della tiroide quali:
- Ipotiroidismo: la tiroide produce una quantità di ormoni troppo bassa.
- Ipertiroidismo: la tiroide produce un’eccessiva quantità di ormoni.
I sintomi

possono compromettere la fertilità e sono ancora numerose le donne che tentano di avere un figlio e solo di fronte alle difficoltà del concepimento scoprono di essere affette da un’anomalia della tiroide.
Inoltre è estremamente importante tenere sotto controllo la tiroide anche in gravidanza, soprattutto perché recenti studi hanno mostrato che gli ormoni tiroidei della madre sono in grado di oltrepassare la barriera della placenta e giungere fino al feto, quando la tiroide fetale non ha ancora iniziato a produrre i suoi ormoni. Ciò vuol dire che uno squilibrio degli ormoni materni può compromettere lo sviluppo del sistema nervoso centrale del bambino.
Tiroide e gravidanza
Durante la gravidanza la corretta funzionalità della tiroide materna è essenziale per garantire la salute della gestante e il corretto sviluppo del nascituro. Si tratta di un periodo di nuovi e continui adattamenti per il corpo della futura madre, e anche la tiroide, sin dal concepimento, si prepara al meglio per accogliere e sostenere la nuova vita.
Questo è un periodo di aumentato carico funzionale per la tiroide, che si trova costretta ad aumentare la sintesi degli ormoni tiroidei a causa degli estrogeni placentari: si stima che durante la gravidanza la sintesi degli ormoni tiroidei subisca un incremento medio variabile dal 40 al 60%, e l’incremento volumetrico della tiroide materna nel corso di una gravidanza fisiologica è stimato intorno al 13%, mentre il fabbisogno di iodio aumenta di circa un 50-60%.
Sin dalle prime fasi, gli ormoni tiroidei materni sono indispensabili per la crescita di molti tessuti, in particolare per la differenziazione e la maturazione del sistema nervoso centrale.
Con il prosieguo della gravidanza, l’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide fetale si sviluppa e sotto questo punto di vista il feto acquista via via maggiore indipendenza dalla madre; non a caso, la placenta si comporta come una barriera nei confronti degli ormoni tiroidei e del TSH, opponendosi al loro libero scambio tra il compartimento materno e quello fetale. A tal proposito, si stima che il feto acquisisca la capacità di sintesi degli ormoni tiroidei intorno alla 10a-12a settimana di gestazione; è quindi essenziale che durante il primo trimestre di gravidanza la madre presenti adeguate concentrazioni di ormoni tiroidei.
Se è già a conoscenza della patologia deve adattare la terapia che già assume, altrimenti dovrà iniziarla in base alla dignosi.

Purtroppo molte donne lo scoprono solo a gravidanza ultimata e le conseguenze possono essere diverse in base allo squilibrio.
In caso di ipotiroidismo: per il bimbo cretinismo congenito, dovuto al mancato sviluppo della tiroide fetale, associato a nanismo e sordomutismo. Senza arrivare a questi casi limite, peraltro pressoché scomparsi dai paesi sviluppati grazie ai programmi di screening, si è visto come le donne affette da ipotiroidismo sub-clinico corrano un maggior rischio di dare alla luce bambini con difetti dell’intelligenza e disturbi dell’apprendimento più o meno marcati. Tra le altre possibili complicanze dell’ipotiroidismo materno non trattato si ricordano: l’ipertensione gravidica con o senza preeclampsia, il distacco placentare, il basso peso alla nascita, la nascita di feto morto, le malformazioni congenite, l’emorragia post parto.
Dall’altro lato l’ ipertiroidismo può portare al rischio di preeclampsia, parto prematuro, distacco della placenta, morte fetale o perinatale e basso peso alla nascita.
Togliamoci il pensiero, bastano delle analisi!
In conclusione, non sottovalutate questo piccolo, grande organo e non dimenticatelo!
Basta effettuare delle semplici analisi dei valori TSH, FT3 e FT4, sopratutto in gravidanza o prima se si sta cercando una maternità, per controllare la situazione!
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