#MammeArrabbiate, fatevi avanti, è un argomento di cui poche parlano, ma indubbiamente molto comune a tutte le mamme normali: le crisi di rabbia sono all’ordine del giorno con i bambini e più che mai dopo questo periodo di clausura forzata per tutti, DICIAMOCELO!
Partiamo da me però
Voglio affrontare l’argomento perché parlarne serve molto per non sentirsi diversa, per uno sfogo, per un confronto e per condividere emozioni con chi empaticamente ci può aiutare.
Ho iniziato a parlarne su Instagram durante le giornate peggiori, proprio in quelle sentivo di non riuscire più a controllarmi e, ahimè, le parole non bastavano più; ho ricevuto una caterva di messaggi di MAMME ARRABBIATE come me e ho capito che dovevo fare seguito argomento.
Il mio progetto
È quello di parlarne, parlarne, parlarne e non tacere perchè tutte devono sapere che è un sentimento comune e normale e che accettarlo è la scelta migliore.
Mi è stato suggerito un libro, La rabbia delle mamme. Perdersi per ritrovarsi, di Alda Marcopoli e da lì ho avuto l’idea di leggerlo con altre mamme arrabbiate e condividerne dei passaggi significativi per poi discuterne insieme in diretta con chi, come me, vuole migliorare questo aspetto della quotidianità di noi mamme.

Sul mio profilo Instagram troverete un blocco di storie in evidenza chiamate proprio “Rabbia”.
Ho anche scritto un post “Mani alzate o abbassate?” dove racconto un po’ di come la rabbia mi porti anche ad alzare le mani e di come questa cosa mi crei sensi di colpa.
Perchè:
So che non serve
So che faccio peggio
So che poi sto male
So che do il cattivo esempio
So che non sono azioni educative
(potrei proseguire all’infinito)
Ma so, anzi sento, che subito prima di arrivare all’esplosione mi sono sentita stanza, sconfortata, esasperata, sopraffatta, frustrata, incapace di avere il controllo della situazione e che ho reagito quindi in maniera animalesca senza riuscire a controllarmi, senza essere in me, senza riuscire a chiudermi in un’altra stanza, come spesso faccio, per lasciarmi attraversare dai peggiori pensieri prima di ritornare la mamma che voglio essere.
Ecco in quei momenti sono “La mamma che non voglio essere”.
Ti va di unirti alla mia discussione?
Sono certa che parlandone tra di noi riusciremo a sostenerci a vicenda e magari, qualche volta, potremmo avere modo di avere ospiti anche persone del mestiere per avere un punto di vista oggettivo e qualche consiglio su come migliorarci.
Come fare?
Ho creato una grafica, questa sotto, salvala sul tuo smartphone (tasto destro, salva con nome) poi condividila nelle tue storie su Instagram aggiungendo il testo mancante, scrivendo quindi cosa ti fa arrabbiare, come ti senti subito prima e subito dopo,
Ricordati di taggarmi @mammadi5maschi e di taggare una o più #MAMMEARRABBIATE parlarne insieme renderà tutto più leggero, più facile e più divertente e la rabbia diminuirà!

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