Ho imparato ad amarmi grazie a mia figlia

Bella e malinconica. Così potrei descrivermi nel rivedere la mia immagine di qualche anno fa.

Ho scoperto in seguito che soffrivo di un disturbo chiamato dismorfofobia, ovvero quando si ha una visione distorta di se stessi. 

L’inizio…

Non ricordo quando è cominciata la mania del non piacersi. Non ricordo quando è stato il primo giorno in cui lo specchio mi si è rivelato nemico. 

Ho come la sensazione che son sempre stata così…una principessa convinta di essere un brutto anatroccolo. 

Definizione

Per dismorfofobia si intende una vera e propria patologia mentale in cui si ha una eccessiva preoccupazione, spesso priva di fondamento, che una parte ( o più parti) del corpo siano imperfette. E questa imperfezione sia così evidente che si reputa necessario doverla nascondere a tutti i costi. 

I dismorfofobici passano molto tempo a pensare al proprio “difetto” fino al punto di lasciarsi condizionare la vita sociale. 

Il mio più grande difetto

Di difetti ne avrò sicuramente tanti, ma il mio più grande problema è sempre stata la PANCIA. 

Si, perché in quelle foto io vedevo una grandissima pancia. Un enorme difetto che ha condizionato la mia vita, i miei rapporti sociali, la mia carriera. Ero timida ed insicura. “Se non avessi questa orribile pancia sarebbe tutto diverso.”

Passavo le ore a fotografarmi di profilo e a piangere. Mi facevo letteralmente schifo. Senza esagerare con le parole. Eppure pesavo 47 kg x 1,63 cm. Non ero poi così tanto male… 

La gravidanza

Dopo giorni trascorsi a disperarmi per il gonfiore addominale, mi ricordai che avevo un ritardo di pochi giorni. Così mi convinsi a fare un test di gravidanza. Positivo.
I sensi di colpa per come avevo trattato e disprezzato il mio corpo son stati tanti. Ma la gioia è prevalsa.

I primi mesi

Il mio corpo non ha subito cambiamenti per i primi tre mesi. Anzi dimagrivo. E la mia pancia sembrava troppo piatta per contenere una vita. Anche in questo caso mi colpevolizzavo, perché il mio corpo mi faceva i dispetti e proprio ora che dovevo mostrare a tutti la mia pancia non c’è l’avevo. Fu proprio in quei mesi che forse capii che la mia “enorme e schifosa pancia” esisteva solo nella mia testa. 

Dopo il parto

Quando mi sono guardata allo specchio era come se mi guardassi per la prima volta. Il mio corpo era bello. La mia pancia per 9 mesi aveva subito delle metamorfosi fino ad arrivare quasi ad esplodere. E poi finalmente è esploso facendo nascere mia figlia e me come madre e facendo sopratutto rinascere me stessa come donna. Una donna che pian piano in questi due anni ha imparato ad amarsi.

Ora posso definirmi mamma e donna. Bella, come son belle tutte le donne. Ho scoperto che se ti piaci, piaci anche agli altri e se non piaci non importa. 

Mia figlia così piccola ed indifesa è riuscita a farmi comprende i reali valori, quelli che contano, gli unici. È riuscita a migliorarmi, a farmi sentire speciale ed unica. Mi ha stravolto la vita, rendendola magica.
 

Non posso essere codarda e dire che ne sono uscita al 100% perché ci son giorni che ancora mi creo complessi, anche inutili riguardo il mio corpo.

 Ma passa in fretta.

A volte, sopratutto in pubblico, mi copro la pancia con braccia o indumenti involontariamente, e poco dopo scopro tutto di mi spontanea volontà per sconfiggere queste stupide paranoie. 

Ne uscirò del tutto prima o poi, nel frattempo posso giurarvi che sto meglio sia con me stessa, che con i rapporti interpersonali. Son più sicura di me. Riesco a non mettermi più in un angolo e riesco a tenere un discorso senza nascondermi alla folla. 

Ci son persone che dopo la gravidanza hanno cominciato ad odiare il proprio corpo, perché segnato. Io l’ho amato. E dovete farlo anche voi. Perché i vostri bimbi hanno bisogno di mamme sicure e che si amano per strutturare una personalità sicura e per moderare la propria autostima alla giusta dose.

Inoltre vorrei che questo articolo arrivi a tutte le donne che combattono ogni giorno con lo specchio. Donne che non trovano pace e cercano rimedi nelle chirurgie estetiche che si, aiutano a migliorarci, ma se il malessere è interno non ci sarà intervento in grado di farci sentire belle. 

Vi lascio con la gioia nel cuore, ed una strofa di una poesia bellissima che vi invito a leggere di Charlie Chaplin – Quando ho cominciato ad amarmi

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
mi sono liberato di tutto ciò che metteva a rischio la mia salute: cibi, persone, oggetti, situazioni
e qualsiasi cosa che mi trascinasse verso il basso allontanandomi da me stesso.
All’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma
oggi so che questo si chiama
amor proprio!!

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