Esistono tante fasi che accompagnano la crescita di un bambino, ma questa non e come le altre, è LA fase!
In un attimo tuo figlio si trasforma, non riesci nemmeno a capire come sia potuto succedere! Un attimo prima era dolce, carino, un cucciolotto insomma. E all’improvviso diventa ingestibile… urla, pianti disperati, la sua parola preferita diventa NO… e ora?? Aiuto!!!
L’unica consolazione è che essendo una fase, ha un inizio e una fine. Di solito va dai 18 mesi ai 3 anni. Lunga vero? E intanto che aspettiamo che finisce cosa si fa?
Non è semplice, questo è sicuro! Io ci sono dentro in pieno con Emanuele e nonostante sia il terzo figlio spesso le mie certezze vacillano. Quindi non vi dirò cosa fare, ma semplicemente vi racconterò quello che per me sembra funzionare.
Non sono capricci

Innanzitutto ho smesso di pensare che siano capricci. Il bambino non vuole sfidarci, non è una lotta a chi è il più forte. Semplicemente sta imparando a gestire le emozioni. Sta crescendo e da neonato diventa bambino, smette di essere un tutt’uno con la mamma per diventare un individuo indipendente. Potete immaginare la sua frustrazione? È difficile per lui capire che certe cose non si possono fare o avere…
Come aiutarlo?
Eh già, aiutarlo. È questo il nostro compito e durerà tutta la vita. Non dovremo mai trovare la soluzione per loro, ma aiutarli a farlo. E qui arriva il bello… ci vuole tanta, tantissima pazienza.
Il mio primo consiglio è cercare, quando è possibile, di evitare il problema. In breve tempo impareremo quali sono alcune delle cose che scatenano il capriccio, quindi proviamo ad affrontarle in modo diverso. Parliamo con calma, spiegando quello che stiamo per fare. Se possibile proponiamo due alternative dandogli la possibilità di scegliere. E cerchiamo di distrarlo con qualcosa che gli piace.
E quando il capriccio è già in atto?
Con me ignorarlo non ha funzionato o perlomeno a questa età. Cerco di rimanere calma il più possibile, mi avvicino, mi metto alla sua altezza e cerco, con il tono della voce e le parole, di fargli capire che lo comprendo. Che so come si sente in quel momento, ma che purtroppo le cose stanno così. Arriva il momento in cui lui si calma un po’ ed è lì che cerco di distrarlo, di cambiare argomento, di dargli un’alternativa.
Ecco, questo è quello che faccio io e che sembra funzionare. Non sempre riesco a rimanere calma, a volte mi sembra di non trovare via d’uscita… ma so che è normale. E quindi va bene così! Ma vi assicuro che se trovate il vostro modo di calmarlo e se sarete costanti, le cose migliorano!
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